Un ragazzo di 25 anni ha perso la vita durante il turno di notte nella sede Amazon di Settecamini, a Roma.

Una notizia terribile, che ci mette ancora una volta davanti a una domanda alla quale non possiamo rassegnarci: com’è possibile che si continui a morire così giovani mentre si lavora?

Il mio primo pensiero va alla famiglia di questo ragazzo, ai suoi affetti, ai colleghi e alle colleghe che oggi devono fare i conti con una perdita drammatica.

Solo poche settimane fa avevamo pianto Andrea, morto ad appena 22 anni mentre lavorava al Colosseo. Oggi un’altra giovane vita spezzata, ancora una volta durante un turno notturno.

Sono tragedie diverse, sulle cui circostanze è necessario fare piena chiarezza, ma che ci impongono una riflessione comune sulla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Per questo ho chiesto che le autorità competenti accertino quanto accaduto e che venga valutata la possibilità di vietare, laddove possibile, i turni di lavoro notturni, soprattutto quando non rispondono a esigenze essenziali o inderogabili.

La vita delle persone non può essere subordinata alla produttività.

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Corriere Della Sera

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Ansa