Ventuno alberi per le ventuno Madri Costituenti: una memoria viva nel cuore della Regione Lazio

Ventuno donne. Ventuno storie. Ventuno alberi per ricordare le radici della nostra democrazia.

Ho presentato una mozione in Consiglio regionale per chiedere che nel Parco del Consiglio regionale del Lazio o nell’adiacente Parco della Pace venga realizzato un luogo dedicato alle 21 Madri Costituenti, le donne elette all’Assemblea Costituente il 2 giugno 1946. 

La proposta nasce in occasione dell’80° anniversario del primo voto politico nazionale delle donne italiane, per trasformare una ricorrenza in qualcosa capace di restare.

L’idea è semplice: piantare 21 alberi, uno per ciascuna Madre Costituente, associando a ogni albero il nome e la storia di una delle donne che contribuirono alla costruzione della Repubblica e della Costituzione. 

Non un monumento immobile, ma qualcosa che cresce.

Come la democrazia, quando ce ne prendiamo cura.

Il 2 giugno 1946 le italiane parteciparono per la prima volta a una consultazione politica nazionale, votando contemporaneamente per il referendum istituzionale e per l’Assemblea Costituente.

Tra i 556 componenti della Costituente furono elette 21 donne. Provenivano da culture e appartenenze politiche diverse, ma contribuirono alla costruzione dei principi della nuova Repubblica e al riconoscimento costituzionale dell’uguaglianza, del lavoro, della partecipazione e dei diritti. Anche il Senato, nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, ha dedicato nel 2026 una sezione della mostra “Il volto delle Donne” proprio alle 21 Costituenti.  

Tra loro ci sono due donne con un legame particolarmente forte con il Lazio: Angela Maria Guidi Cingolani, nata a Roma, ed Elettra Pollastrini, nata a Rieti. 

Guidi Cingolani fu la prima donna a prendere la parola in un’assemblea parlamentare nazionale, alla Consulta Nazionale nel 1945, e nel 1951 divenne la prima donna a ricoprire un incarico di governo in Italia. Successivamente fu anche sindaca di Palestrina. Pollastrini attraversò invece l’antifascismo e la Resistenza, subì l’arresto e la deportazione in Germania e, dopo la Costituente, proseguì il proprio impegno parlamentare. 

Ventuno alberi per raccontare ventuno vite

La proposta che porto in Consiglio regionale vuole fare della memoria qualcosa di visibile e quotidiano.

Chiedo di individuare uno spazio dedicato alle Madri Costituenti e di piantare ventuno alberi, associando a ciascuno una targa, una stele o un altro elemento capace di raccontare il nome della donna alla quale è dedicato.

Vorrei che quello spazio diventasse anche un luogo di educazione: aperto alle scuole, alle associazioni, alle istituzioni culturali e agli organismi di parità, con iniziative capaci di far conoscere alle nuove generazioni il contributo femminile alla nascita della Repubblica. 

Perché per troppo tempo abbiamo raccontato la storia delle istituzioni attraverso quasi esclusivamente i volti degli uomini.

Le donne c’erano.

C’erano quando nacque la Repubblica. C’erano quando vennero scritte le parole della nostra Costituzione. C’erano quando bisognava trasformare il diritto di voto appena conquistato in piena cittadinanza politica.

Ottant’anni dopo, ricordarle significa anche ricordare alle ragazze di oggi che il loro posto nelle istituzioni non è una concessione.

È un diritto conquistato da chi è venuta prima.

Ecco perché vorrei ventuno alberi nel cuore della Regione Lazio: radici per custodire la memoria, rami rivolti al futuro.

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