Dopo i medici gettonisti arrivano i “referti a gettone”: chiarezza sull’esternalizzazione della diagnostica al Grassi

Prima i medici gettonisti nei reparti e nei Pronto Soccorso. Adesso il ricorso a professionisti esterni arriva anche nella diagnostica per immagini.
Ho presentato un’interrogazione urgente dopo la vicenda che riguarda l’Ospedale G.B. Grassi di Ostia, dove la ASL Roma 3, a fronte della carenza di personale, ha predisposto una procedura per affidare all’esterno un servizio di esecuzione e refertazione di risonanze magnetiche, TAC, ecografie ed ecocolordoppler, utilizzando medici e tecnici esterni sulle apparecchiature dell’ospedale.
La procedura, riportata anche dalla testata Refert, riguarda un affidamento biennale dal valore stimato complessivo di 736.619 euro.
L’obiettivo dichiarato dalla ASL è incrementare l’offerta diagnostica, ridurre le liste d’attesa e garantire le prestazioni mentre viene completato il personale necessario. Il problema che pongo è un altro: per quanto tempo continueremo a rispondere alle carenze strutturali del servizio pubblico acquistando personale e prestazioni dall’esterno?
L’Ospedale Grassi dispone di un servizio di Diagnostica per immagini e, secondo la documentazione richiamata dalla stampa, anche di apparecchiature per risonanza magnetica e TAC di recente acquisizione e ad alte prestazioni. Il limite indicato dalla stessa azienda sarebbe proprio la disponibilità di personale sanitario specialistico qualificato.
È una fotografia che deve farci riflettere: possiamo acquistare le tecnologie migliori, ma senza professionisti assunti stabilmente quelle macchine rischiano di non poter funzionare a pieno regime.
La questione, inoltre, non riguarda soltanto Ostia.
Nell’interrogazione richiamo le criticità generali legate all’utilizzo di personale esterno e chiedo alla Regione di fornire un quadro completo, ASL per ASL e azienda per azienda, degli affidamenti a terzi di servizi medici, infermieristici e diagnostici: personale utilizzato, prestazioni coperte e costi sostenuti.
Chiedo inoltre quali interventi il Presidente Rocca intenda assumere per contenere quella che nell’atto definiamo la proliferazione dei “referti a gettone”, verificando il rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalla normativa nazionale.
Il punto non è negare la necessità di trovare soluzioni immediate quando mancano professionisti e ci sono cittadini in attesa di un esame. Sarebbe irresponsabile.
Il punto è impedire che l’emergenza diventi il modello ordinario di organizzazione della sanità.
Se ogni carenza viene affrontata con un nuovo affidamento esterno, il rischio è entrare in un circolo vizioso: il servizio pubblico perde attrattività e personale e diventa sempre più dipendente da soggetti esterni.
La soluzione strutturale resta investire sulle persone: assumere, valorizzare e trattenere medici, infermieri, tecnici e professionisti nel Servizio sanitario regionale.
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