Rocca ultimo tra i governatori: il Lazio paga una sanità ferma, servizi deboli e una Regione senza visione

Il crollo di consenso di Rocca non nasce dal nulla. È il risultato di mesi di gestione regionale in cui troppe questioni decisive sono rimaste senza una risposta all’altezza.

La sanità è il primo nodo.

Le liste d’attesa continuano a essere una delle principali emergenze del Lazio. I cittadini faticano a prenotare visite, esami, prestazioni specialistiche. I Pronto soccorso restano sotto pressione. La medicina territoriale non è ancora stata rafforzata come servirebbe. I consultori sono pochi e spesso indeboliti. I servizi per la salute mentale, la neuropsichiatria infantile, la disabilità e la presa in carico delle persone fragili continuano a mostrare crepe profonde.

Poi ci sono i trasporti.

Dalle criticità del TPL nei Comuni a nord di Roma alla gestione delle tratte regionali, troppe comunità si sentono penalizzate da decisioni calate dall’alto. Studenti, lavoratori, anziani e pendolari pagano sulla propria pelle ogni taglio, ogni corsa cancellata, ogni collegamento che non funziona.

C’è il diritto allo studio, con ritardi e incertezze che colpiscono ragazze e ragazzi, soprattutto chi parte da condizioni economiche più difficili.

Ci sono le crisi aziendali, da Coin a Fiorucci, da Crik Crok alle altre vertenze aperte, che chiederebbero una Regione più presente, più rapida, più capace di tutelare il lavoro.

C’è la fragilità dei territori, delle periferie, dei piccoli Comuni, delle famiglie che cercano risposte e spesso trovano solo silenzio.

È questo il punto politico: il consenso non crolla per caso. Crolla quando le persone smettono di sentirsi ascoltate.

Governare una Regione come il Lazio non significa amministrare l’esistente o occupare poltrone. Significa tenere insieme sanità, trasporti, scuola, lavoro, diritti, ambiente, politiche sociali, sviluppo economico e qualità della vita.

Su questo Rocca sta fallendo.

Il dato della classifica, quindi, non va letto come una curiosità estiva o come un titolo buono per qualche ironia. Va letto come un campanello d’allarme.

Quando un Presidente di Regione finisce ultimo, il problema non è l’immagine. Il problema è la sostanza.

Il Lazio merita una Regione che ascolti, programmi e risolva. Non una Giunta che si accorge dei problemi solo quando diventano emergenze.

Rocca prenda atto del giudizio dei cittadini e cambi passo. Perché il Lazio non può permettersi di restare fermo insieme al suo Presidente.