PD LAZIO, COSTRUIAMO UNA RETE DEMOCRATICA RIFORMISTA E ALTERNATIVA ALLE DESTRE

Costruiamo una Rete Democratica alternativa e riformista, capace di farsi carico delle esigenze del Lazio che lavora, delle imprese, delle libere e dei liberi professionisti che formano il tessuto produttivo, e che faccia un’opposizione credibile al governo di destra della Regione Lazio. Si sono presentati come pronti ma sono immobili dalle elezioni, gli unici atti rilevanti sono le delibere a favore della sanità privata e il passo indietro sui diritti.

Dobbiamo rimboccarci le maniche per costruire dal basso un’alternativa credibile, possibile, duratura. Le divisioni non ci hanno aiutato e non ci aiuteranno. Dobbiamo rompere l’incantesimo della narrazione secondo cui non vi sia alcuna alternativa al governo delle destre.

Per provare a invertire la rotta è necessario mettere a fuoco obiettivi reali, concreti: dal salario minimo ad una sanità pubblica, non indebolita, una scuola pubblica e accessibile a tutti fino alle donne e alle pari opportunità. E ancora: dallo stop alle grandi opere inutili e insostenibili alle tante infrastrutture e opere per la messa in sicurezza del nostro fragile territorio contro il rischio idrogeologico e la crisi climatica, avviando un processo strutturale di transizione ecologica in grado di creare sviluppo sostenibile e occupazione di qualità per i nostri territori.

Se vogliamo vincere questa sfida e tornare a governare il Lazio, dobbiamo tornare a parlare con i suoi settori produttivi. Dobbiamo farci di nuovo interpreti anche del ceto medio e produttivo.

Una rete democratica che scelga una parte: la rivoluzione della dignità. Dignità del lavoro stabile e di qualità, delle differenze, dignità della scuola, dell’essere donna e dei giovani, dignità dei traguardi collettivi.

Presentiamo la lista ‘Rete Democratica’ collegata alla candidatura di Daniele Leodori alle primarie del Partito Democratico del Lazio del prossimo 18 giugno assieme a Claudio Mancini, Mario Ciarla, Sara Battisti, Patrizia Prestipino, Francesco De Angelis, Marco Vincenzi e Salvatore La Penna.