A Palazzo Valentini la Terrazza Bruno Astorre: un luogo delle istituzioni per custodire la sua memoria

Da ieri, 19 ottobre, la terrazza di Palazzo Valentini porta il nome di Bruno Astorre.

Ho partecipato alla cerimonia di intitolazione nella sede della Città Metropolitana di Roma Capitale: un momento dedicato alla memoria di un uomo che ha attraversato le istituzioni mantenendo sempre un legame fortissimo con i territori, gli amministratori locali e le comunità. La mia partecipazione alla cerimonia era prevista proprio nell’agenda istituzionale della giornata.  

Non è soltanto una targa.

È un modo per fare in modo che il nome di Bruno continui ad abitare uno dei luoghi della vita istituzionale romana, uno spazio destinato agli incontri e al confronto, proprio come lui ha fatto per tutta la sua esperienza politica.

L’intitolazione nasce da un percorso avviato dalla Città Metropolitana già nel 2023 e arrivato in Consiglio metropolitano nel marzo 2024.

La proposta, presentata dalla consigliera delegata al Bilancio e Patrimonio Cristina Michetelli, è stata approvata all’unanimità: la terrazza del quarto piano di Palazzo Valentini e la sala antistante sarebbero state dedicate al senatore scomparso nel 2023.  

La mozione prevedeva espressamente i nomi di “Terrazza Astorre” e “Salone Astorre”. Accanto all’intitolazione erano previste anche due borse di studio annuali e un premio dedicato agli amministratori dell’area metropolitana, nel segno dei valori che hanno caratterizzato l’impegno pubblico di Astorre.  

La scelta di Palazzo Valentini ha un significato particolare.

Bruno Astorre ha avuto una lunga esperienza nelle istituzioni locali e regionali: è stato consigliere della Provincia di Roma, consigliere e assessore regionale, Presidente del Consiglio regionale del Lazio e, dal 2013, senatore della Repubblica. Nel dibattito che accompagnò l’approvazione dell’intitolazione, la Città Metropolitana ricordò proprio il suo rapporto profondo con la provincia romana e con i suoi amministratori.  

E forse è proprio questo l’aspetto che rende questa intitolazione così giusta: Bruno aveva la capacità di vivere le istituzioni senza perdere mai il rapporto con le persone.

Conosceva i territori, i sindaci, gli amministratori e le comunità. Sapeva ascoltare e costruire relazioni.

La terrazza non nasce come uno spazio puramente commemorativo.

Già nei mesi precedenti la Città Metropolitana aveva spiegato che lo spazio sarebbe stato utilizzato per incontri, dibattiti e iniziative pubbliche, facendo quindi della memoria di Bruno qualcosa di vivo e legato alla partecipazione.  

È questo il significato che voglio conservare della giornata di ieri.

Ricordare una persona non significa soltanto guardare indietro. Significa continuare a far vivere ciò che ha lasciato negli altri.

Da oggi chi entrerà in quello spazio di Palazzo Valentini incontrerà il suo nome.

E per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, lavorare insieme a lui e condividere un pezzo di strada, sarà anche un modo per sentirlo ancora vicino.