Pronto Soccorso senza medici nei Castelli Romani e sul litorale: concorsi deserti, serve un piano straordinario

Ariccia, Frascati, Velletri e Anzio. Quattro Pronto Soccorso e lo stesso problema: mancano medici e le procedure di reclutamento continuano a non riuscire a colmare i vuoti.
È la situazione che emerge dagli stessi atti della ASL Roma 6 e sulla quale ho presentato un’interrogazione a risposta immediata al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, titolare della delega alla Sanità.
La carenza riguarda direttamente l’Ospedale dei Castelli ad Ariccia e i presìdi di Frascati, Velletri e Anzio, strutture fondamentali per la rete dell’emergenza-urgenza dei Castelli Romani e del litorale.
Il problema, però, non è soltanto quanti concorsi vengono banditi.
Il problema è che i medici non partecipano, sono troppo pochi o, una volta selezionati, rinunciano.
Ed è questo il dato sul quale la Regione deve interrogarsi: perché lavorare nei nostri Pronto Soccorso è diventato così poco attrattivo?
I numeri riportati nell’interrogazione raccontano meglio di qualsiasi slogan la dimensione della difficoltà.
Nell’aprile 2024, la ASL Roma 6 aveva pubblicato un avviso a tempo determinato per 21 dirigenti medici in diverse discipline, compresa l’emergenza-urgenza. Alla procedura partecipò un solo candidato e non fu possibile procedere ad alcuna assunzione.
Nel dicembre 2024 è arrivato un nuovo concorso a tempo indeterminato, che comprendeva 26 posti in Medicina d’Emergenza-Urgenza. Quando la graduatoria è stata approvata, nel novembre 2025, risultava un solo vincitore. E anche quell’unico medico ha successivamente rifiutato l’assunzione.
Non basta bandire posti: bisogna rendere attrattivo il servizio pubblico
La carenza di medici dell’emergenza-urgenza è un problema che supera i confini della singola azienda sanitaria. Ma proprio per questo la risposta non può limitarsi alla gestione dell’emergenza turno dopo turno.
Quando il personale strutturato è insufficiente, aumenta la pressione su chi rimane e diventa più difficile garantire regolarmente la copertura dei servizi. Nell’interrogazione evidenzio il rischio che questa situazione produca conseguenze sulla continuità e sulla sicurezza delle prestazioni sanitarie destinate ai cittadini dei Castelli Romani e del litorale della ASL Roma 6.
Dobbiamo quindi affrontare le ragioni per cui questi posti risultano così difficili da coprire.
Condizioni di lavoro, organizzazione dei turni, carichi assistenziali, prospettive professionali, stabilità e incentivi economici e contrattuali devono entrare in una strategia complessiva.
Perché un Pronto Soccorso non funziona semplicemente perché esiste un reparto.
Funziona se dentro quel reparto ci sono abbastanza professionisti per curare le persone in sicurezza.
Ho chiesto un piano straordinario
È per questo che non ho chiesto alla Regione semplicemente di pubblicare l’ennesimo bando.
Ho chiesto di capire quali misure urgenti e straordinarie la Regione Lazio e la ASL Roma 6 intendano adottare per affrontare la carenza cronica di dirigenti medici nei Pronto Soccorso dell’Ospedale dei Castelli, di Frascati, Velletri e Anzio.
Serve una strategia capace di rendere nuovamente attrattivo il lavoro nell’emergenza-urgenza e di stabilizzare i professionisti.
Perché dietro questi numeri ci sono due realtà che non possiamo dimenticare.
Da una parte ci sono medici chiamati a lavorare in prima linea con organici insufficienti.
Dall’altra ci sono cittadini che arrivano in Pronto Soccorso nel momento in cui hanno più bisogno della sanità pubblica.
A entrambi dobbiamo una risposta.
Non possiamo rassegnarci a Pronto Soccorso nei quali i posti ci sono sulla carta, ma i medici non arrivano.


