Scuola e disabilità, tagli fino al 50% all’assistenza specialistica: il diritto allo studio non si tocca

Il diritto allo studio degli studenti con disabilità non può essere subordinato alle disponibilità di un bando, ai ritardi della burocrazia o alle scelte di bilancio della Regione Lazio.
È questo il messaggio che ho portato in Consiglio regionale durante la Commissione straordinaria che ho chiesto e ottenuto per affrontare le gravi criticità nell’assistenza specialistica agli studenti con disabilità delle scuole superiori del Lazio.
Una situazione che si aggiunge alle difficoltà già emerse nella gestione delle risorse destinate alla Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), uno strumento fondamentale per garantire la comunicazione e la partecipazione scolastica degli studenti che ne hanno bisogno.
A rendere ancora più preoccupante il quadro è il mancato riscontro a due lettere inviate da 15 Consulte per la disabilità all’assessore regionale competente, Massimiliano Calvi, rimaste, secondo quanto segnalato, senza risposta.
Dall’Avviso pubblico regionale sono emerse criticità significative: 12 istituti scolastici di Roma inizialmente esclusi e riduzioni delle ore di assistenza comprese tra il 30% e il 50% rispetto ai fabbisogni indicati dalle scuole.
Numeri che non rappresentano soltanto una questione amministrativa.
Dietro ogni ora di assistenza non riconosciuta ci sono studenti che rischiano di vedere compromessa la propria partecipazione alla vita scolastica, famiglie costrette a convivere con nuove incertezze e operatori che non possono garantire la continuità degli interventi necessari.
Le risposte ricevute dall’assessore e dalla maggioranza durante la Commissione non sono state sufficienti a chiarire come la Regione intenda superare queste criticità.
Non possiamo continuare a chiedere alle famiglie di adattarsi alle inefficienze delle istituzioni. Devono essere le istituzioni a garantire risposte adeguate ai bisogni delle persone.




