Accademia regionale di Polizia Locale, formazione riservata ai Comuni aderenti: la Regione garantisca pari opportunità a tutti gli operatori

La formazione degli agenti di Polizia Locale è un investimento sulla sicurezza delle nostre città e sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini. Non può diventare un’opportunità riservata soltanto a chi appartiene a un Comune che aderisce a una Fondazione.

Per questo ho presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Regione Lazio per chiedere chiarimenti sul funzionamento dell’Accademia Regionale di Polizia Locale del Lazio, sulle modalità di accesso ai percorsi formativi e sull’effettivo esercizio dei poteri di vigilanza da parte delle istituzioni regionali.

L’Accademia, costituita formalmente il 24 giugno 2025 su iniziativa della Regione Lazio, nasce con l’obiettivo di realizzare un sistema permanente di formazione, qualificazione e aggiornamento professionale per gli operatori della Polizia Locale.

Un progetto importante, che dovrebbe contribuire a migliorare la preparazione del personale e l’efficienza dei servizi in tutti i territori.

Eppure, il regolamento approvato il 10 luglio 2026 prevede modalità di accesso differenziate in base all’adesione degli enti alla Fondazione, riservando i percorsi formativi ai Comuni associati.

Una successiva circolare ha consentito, in via eccezionale, anche agli operatori dei Comuni non aderenti di partecipare ai corsi del primo anno, ma soltanto subordinatamente alla disponibilità di posti lasciati liberi dagli enti associati.

Il rischio è creare una formazione a due velocità, nella quale le opportunità di aggiornamento e crescita professionale dipendono dalle scelte e dalle disponibilità economiche dei singoli Comuni.

Una situazione sulla quale considero necessario fare piena chiarezza.

Leggi qui l’interrogazione