Continuano le proteste di camionisti e agricoltori al casello di Valmontone: «Il caro gasolio mette in ginocchio chi lavora»

Sono al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che in questi giorni stanno protestando per difendere il proprio lavoro e chiedere risposte concrete contro il caro gasolio. Al casello autostradale di Valmontone i camion sono ancora fermi, affiancati dai trattori: un’immagine che racconta le difficoltà di due settori fondamentali per la nostra economia, l’autotrasporto e l’agricoltura.

Da martedì pomeriggio, autotrasportatori e agricoltori condividono lo stesso presidio e le stesse preoccupazioni. Il costo del carburante pesa sempre di più sui bilanci delle imprese, fino a mettere a rischio la sostenibilità stessa del lavoro. Per chi guida un tir, il prezzo del pieno può determinare se, a fine mese, resterà un guadagno o una perdita. Per le aziende agricole, il gasolio è indispensabile per far funzionare i trattori e le pompe per l’irrigazione.

Una protesta partita dal Sud settimane fa e che oggi è arrivata alle porte di Roma, coinvolgendo diversi territori del Lazio, da Frosinone a Ferentino, da Anagni a Formia fino a Valmontone. Sull’Aurelia, inoltre, gli agricoltori sono in presidio dalla fine di settembre.

Di fronte a questa situazione, non possiamo limitarci ad assistere. Le risorse stanziate a maggio, secondo quanto segnalato dai lavoratori, stanno cominciando a essere erogate soltanto in queste settimane, dopo il fermo dei camion. È necessario fare chiarezza sui tempi e garantire risposte tempestive a chi non può continuare a lavorare in perdita.

Per questo chiedo alla Giunta regionale guidata da Francesco Rocca di convocare immediatamente le rappresentanze degli agricoltori e degli autotrasportatori del Lazio, aprendo un confronto concreto sulle difficoltà dei due comparti e indicando con chiarezza quali risorse la Regione intenda mettere a disposizione per affrontare l’emergenza.

La Regione deve fare la propria parte, ascoltando chi ogni giorno garantisce il trasporto delle merci e la produzione alimentare. Non possiamo lasciare sole le imprese, soprattutto quelle più piccole, che subiscono maggiormente l’aumento dei costi e hanno meno strumenti per assorbirne gli effetti.

Rivolgo un appello anche alle cittadine e ai cittadini che in questi giorni stanno affrontando rallentamenti sull’autostrada e sulla Casilina: chiedo loro pazienza e comprensione. Il disagio è reale, ma lo sono anche le ragioni di chi protesta. Se produrre e trasportare costa di più, gli effetti finiscono per ricadere sull’intera collettività, a partire dai prezzi dei beni che acquistiamo ogni giorno.

Difendere agricoltori e autotrasportatori significa tutelare il lavoro, le imprese e il potere d’acquisto delle famiglie. Continuerò a stare dalla parte di chi chiede condizioni sostenibili per lavorare e vivere dignitosamente, dentro e fuori il Consiglio regionale, affinché alle proteste seguano finalmente risposte concrete.