Spazi per l’allattamento, aree gioco e micro-asili nelle sedi della Regione Lazio: approvato il mio ordine del giorno

Un passo concreto per sostenere le famiglie, le lavoratrici e i lavoratori. In Consiglio regionale del Lazio è stato approvato il mio ordine del giorno che impegna la Regione a dotare le proprie sedi, dalla Giunta al Consiglio fino agli enti dipendenti, di spazi dedicati all’allattamento, aree gioco e micro-asili nido destinati ai figli del personale e dell’utenza.
Sono particolarmente soddisfatta per questo risultato, perché nasce da una battaglia che ho portato avanti con convinzione e determinazione, non per una logica di appartenenza politica, ma con l’obiettivo di dare risposte concrete alle esigenze quotidiane delle persone.
Penso alle tante madri che ancora oggi si trovano a dover scegliere, o a sentirsi costrette a sacrificare una parte della propria vita professionale, tra lavoro e cura dei figli. Penso ai genitori che ogni giorno devono fare i salti mortali per conciliare gli orari di lavoro con le esigenze familiari. Sono difficoltà reali, spesso vissute in silenzio, che la politica ha il dovere di ascoltare e trasformare in diritti, servizi e opportunità.
L’approvazione di questo ordine del giorno dimostra anche che fare opposizione non significa limitarsi a dire “no”. Significa elaborare proposte, costruire alternative e lavorare affinché le istituzioni possano migliorare concretamente la vita della comunità.
Per questo considero importante il risultato raggiunto: chiedere che gli spazi della Regione Lazio siano sempre più accoglienti e accessibili per chi lavora e per chi li frequenta significa affermare un principio semplice, ma fondamentale: la maternità, la genitorialità e la cura non possono essere considerate un ostacolo alla partecipazione professionale e alla vita pubblica.
Ringrazio i colleghi Battisti, che ha illustrato l’atto in Aula, Lena e La Penna, per il lavoro condiviso, e la consigliera Iannarelli per il sostegno alla proposta. È significativo che su un tema così importante si sia registrata la convergenza dell’Aula.
Adesso, però, viene la parte più importante: dalle parole bisogna passare ai fatti. Vigileremo affinché vengano individuate rapidamente le necessarie risorse finanziarie e affinché i protocolli con le lavoratrici e i lavoratori siano attuati in tempi brevi.
Non abbiamo semplicemente approvato un atto. Abbiamo indicato una direzione: quella di una Regione capace di mettere al centro le persone, la conciliazione tra vita e lavoro, le pari opportunità e il sostegno concreto alle famiglie.
Credo che questa sia la responsabilità della politica: trasformare bisogni spesso invisibili in risposte concrete.
Perché la tutela delle madri, la genitorialità e le pari opportunità non hanno colore politico. Sono il fondamento di una società più giusta, inclusiva e umana.
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