Intelligenza artificiale e call center: l’innovazione non può cancellare il lavoro

L’innovazione tecnologica è una straordinaria opportunità. Ma quando viene utilizzata senza regole, rischia di trasformarsi in un fattore di precarietà e disuguaglianza.
Per questo ho presentato un’interrogazione urgente e ho chiesto la convocazione di un’audizione in Commissione dedicata alla crisi del settore CRM/BPO, che comprende call center e servizi di assistenza clienti.
A Roma almeno 1.200 lavoratrici e lavoratori sono oggi a rischio a causa dell’introduzione di sistemi di automazione e intelligenza artificiale, accompagnata da una riduzione dei volumi di lavoro, compressione salariale e ricorso agli ammortizzatori sociali.
Questa trasformazione non può essere affrontata lasciando soli i lavoratori.
Per questo ho chiesto che la Regione convochi immediatamente le organizzazioni sindacali, Roma Capitale e gli assessori competenti, aprendo un tavolo istituzionale capace di individuare soluzioni concrete per salvaguardare occupazione e reddito.
Ho inoltre ricordato che la mia proposta di legge regionale sulla tutela dei lavoratori penalizzati dall’impiego dell’intelligenza artificiale è ancora ferma in Consiglio regionale e deve essere rapidamente approvata.
L’innovazione non deve sostituire il lavoro. Deve migliorarlo.


