PMA nel Lazio, l’inchiesta di Repubblica svela il dramma dei viaggi della speranza: la mia proposta di legge

Ogni anno circa 4.000 coppie del Lazio sono costrette a lasciare la nostra regione, o addirittura l’Italia, per poter accedere ai trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). È una realtà che considero inaccettabile e che oggi trova ulteriore conferma nell’inchiesta pubblicata da la Repubblica, che mette in luce le gravi criticità del sistema regionale.

Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie e progetti di vita costretti a scontrarsi con liste d’attesa, carenza di servizi e costi insostenibili. La conseguenza è un vero e proprio “viaggio della speranza”, che pesa non solo sulle famiglie, ma anche sulle casse pubbliche. Ogni anno, infatti, la Regione Lazio trasferisce tra gli 8 e i 10 milioni di euro ad altre regioni, come Toscana e Lombardia, per coprire le cure dei cittadini costretti a spostarsi. Risorse che potrebbero e dovrebbero essere investite per rafforzare i servizi sanitari del nostro territorio.

Per questo ho presentato una proposta di legge che punta a invertire questa tendenza e a costruire un sistema pubblico più equo, accessibile ed efficiente. Purtroppo, nonostante l’urgenza del tema, il provvedimento è ancora fermo e attende di essere discusso.

La mia proposta prevede il potenziamento dei centri pubblici di PMA, dando piena attuazione anche all’estensione del limite di età a 46 anni, già ottenuta grazie a un mio emendamento. Propone inoltre l’introduzione del social freezing nel servizio pubblico a costi accessibili, affinché la possibilità di preservare la fertilità non sia riservata esclusivamente a chi dispone di elevate risorse economiche. Un altro punto centrale riguarda il rafforzamento delle politiche dedicate alla salute di genere, con un approccio più moderno e attento ai bisogni delle donne.

In questa battaglia non sono sola. Insieme ai Giovani Democratici del Lazio sostengo la campagna promossa dall’Associazione Luca Coscioni per superare le attuali limitazioni della Legge 40 e garantire l’accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita anche alle donne single.

Sono convinta che la crisi demografica non possa essere affrontata con slogan o propaganda. Servono politiche pubbliche fondate sui diritti, sulla scienza e sulla capacità delle istituzioni di accompagnare concretamente le persone nei loro percorsi di vita.

Dietro ogni statistica ci sono storie di speranza, di attese, di sacrifici e di famiglie che chiedono soltanto di poter realizzare il proprio progetto di genitorialità senza essere costrette a lasciare il Lazio o a sostenere costi proibitivi. Per questo rinnovo il mio appello alla Giunta regionale: la mia proposta di legge venga finalmente discussa e approvata. Il diritto alla genitorialità non può dipendere dal luogo in cui si vive o dalle proprie disponibilità economiche.

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