LI ABBIAMO COSTRETTI A CEDERE: 1.000 nuovi infermieri assunti. Ora Rocca non si fermi.

La verità è semplice, ed è potente: li abbiamo costretti a muoversi.
Per mesi ci hanno detto che non si poteva fare. Per mesi hanno ignorato le corsie degli ospedali al collasso, le liste d’attesa infinite e il grido d’aiuto dei nostri territori. Abbiamo denunciato l’assurdità di una Regione che teneva chiuse nei cassetti graduatorie pronte all’uso, mentre il personale sanitario stremato faceva i salti mortali.
Oggi, dopo la nostra interrogazione e una pressione politica senza sosta, la Regione Lazio ha dovuto finalmente cedere: 1.000 infermieri sono stati contattati per l’assunzione a tempo indeterminato.
Cosa ci dice questo risultato? Ci dice che il personale c’era. Le graduatorie c’erano. Le competenze erano pronte.
Mancava solo la volontà politica di decidere.
Non è un regalo. È una conquista.
Non lasciatevi ingannare dalla narrazione ufficiale: questa non è una “concessione” benevola della Giunta Rocca. È il risultato diretto del nostro lavoro. Abbiamo incalzato la Regione, abbiamo portato i dati in aula, abbiamo trasformato il silenzio dei corridoi in un dibattito pubblico che non potevano più ignorare.
Quando ci organizziamo, quando pretendiamo risposte, le cose cambiano.
La battaglia non finisce qui
Mille assunzioni sono un respiro di sollievo, ma non sono la soluzione definitiva. I numeri parlano chiaro:
5.000+ professionisti sono ancora bloccati in graduatoria.
Anni di tagli e ritardi pesano ancora sulle spalle dei cittadini.
Migliaia di operatori lavorano ancora in condizioni di emergenza perenne.
Non possiamo permettere che un annuncio diventi una scusa per tornare a rallentare. Se hai migliaia di infermieri pronti a servire la comunità, non assumerli è una scelta politica deliberata contro la salute pubblica.
Adesso Rocca deve correre
La propaganda non cura i malati. Il personale stabile sì.
Chiediamo alla Giunta di non fermarsi a questo primo passo:
Continuare lo scorrimento totale delle graduatorie esistenti.
Rafforzare strutturalmente gli organici, non solo per coprire i buchi.
Passare dalla gestione delle emergenze a una programmazione seria.
Noi non abbasseremo la guardia. Continueremo a vigilare su ogni singola assunzione, a incalzare chi governa e a pretendere che la sanità del Lazio torni a essere un diritto garantito, non un privilegio per pochi.
Il potere è di chi non smette di chiedere giustizia. Avanti.

