Torino non si devasta: la protesta non è violenza

Difendo il diritto di manifestare, ma non accetto che la protesta diventi devastazione e aggressioni alle forze dell’ordine. Chi sceglie la violenza va identificato e deve rispondere davanti alla giustizia. Solidarietà a chi è stato colpito: forze dell’ordine, giornalisti, istituzioni e la città di Torino.

La protesta è un diritto, ed è un diritto serio: nasce per dare voce, per cambiare le cose, per rivendicare giustizia. Proprio per questo non può essere confusa con la violenza, né usata come copertura per devastare una città o aggredire chi lavora per garantire sicurezza e informazione.

Chi devasta Torino e aggredisce le forze dell’ordine non è un “antagonista”. Non è politica. Non è dissenso. È delinquenza. E se vogliamo davvero difendere la libertà di manifestare, la prima cosa da fare è isolare chi prova a trasformarla in guerriglia.

I responsabili devono essere identificati, uno per uno, e devono rispondere alla giustizia. Senza sconti e senza ambiguità. Perché la democrazia vive di conflitto e confronto, non di intimidazione e caos.

Esprimo piena solidarietà alle forze dell’ordine, ai giornalisti che hanno subito aggressioni, al sindaco e a tutta la città di Torino. Nessuna causa, nessuna bandiera, nessuno slogan può giustificare la violenza.