Simonetta Tosi: il simbolo dei diritti delle donne ignorato dalla maggioranza

Bocciata la proposta di intitolare un consultorio a Simonetta Tosi. Ma noi non ci fermiamo.
Qualche giorno fa, in Consiglio regionale, ho presentato una proposta semplice, giusta, profondamente simbolica: intitolare un consultorio pubblico a Simonetta Tosi.
Una scienziata, una militante, una pioniera della salute femminile in Italia. Una donna che ha speso la sua vita per il diritto all’aborto sicuro, alla contraccezione libera, all’autodeterminazione. Per i diritti di tutte.
La risposta della maggioranza?
Bocciata.
Senza spiegazioni.
Un voto freddo, silenzioso, che ha scelto deliberatamente di cancellare la memoria di una figura che ha cambiato la storia del nostro Paese.
In Aula erano presenti le donne del Consultorio di San Lorenzo. Le ho viste uscire in lacrime.
E no, non erano lacrime di rassegnazione.
Erano lacrime di rabbia. Di dolore. Di indignazione.
E avevano ragione. Perché questo voto è un gesto politico.
Un segnale preciso, da parte di una destra che dice di voler “difendere la vita”, ma poi si gira dall’altra parte davanti alle donne che per la vita hanno lottato – e continuano a lottare – ogni giorno.
Simonetta Tosi ha posto una domanda che oggi risuona più forte che mai:
“Da che parte stai?”
La Giunta Rocca ha scelto la strada dell’oblio, del silenzio, della paura della memoria.
Ma noi no.
Noi stiamo dalla parte della storia. Dalla parte delle donne che hanno avuto il coraggio di cambiare le cose. Dalla parte di chi crede che i consultori debbano essere liberi, laici, accessibili e radicati nei territori. Luoghi di cura, ascolto e autodeterminazione.
Intitolare un consultorio a Simonetta Tosi non era solo un gesto simbolico. Era un atto di giustizia, un riconoscimento dovuto, un segnale chiaro a tutte le giovani donne che oggi si sentono più sole davanti ai loro diritti messi in discussione.
Ma questa battaglia non finisce qui.
Perché Simonetta Tosi non si cancella.
La sua storia vive in ogni consultorio che resiste, in ogni operatrice che non si arrende, in ogni voce che si alza per dire: “Noi ci siamo.”
E noi continueremo a esserci.
Consultorio dopo consultorio. Voce dopo voce. Battaglia dopo battaglia.





