CARCERI, MORTE A VELLETRI SCONFITTA DELLE ISTITUZIONI. POTENZIARE LE REMS

Una nuova morte in carcere rappresenta una sconfitta per le Istituzioni e per una società civile degna di questo nome. Sono in totale 63 le morti in carcere da inizio anno, dopo che il 2022 fu designato come l’anno nero per i decessi negli Istituti penitenziari.

Quello che è accaduto nel carcere di Velletri, ovvero un detenuto ucciso dal compagno di cella con problemi psichiatrici, è una duplice tragedia, è la punta dell’iceberg di una situazione insostenibile ed è il paradigma di un sistema di recupero disfunzionale che non tiene conto delle situazioni peculiari dei vari detenuti.

Chi è malato o ha altre forme di disagio non può essere semplicemente monitorato come tutti gli altri dagli agenti di polizia penitenziaria ma deve essere preso in carico da personale medico e specializzato.

Occorre mettere in campo strutture e strumenti adeguati e specifici, come ad esempio le Rems, portando avanti un approccio integrato con percorsi di cura, recupero e reinserimento nella società. Altrimenti come ci si può aspettare una rieducazione al senso dello Stato e delle Istituzioni, quando lo Stato e le Istituzioni sono assenti?!

Governo e Regione intervengano per garantire un sistema di riabilitazione degno di questo nome.