GOVERNO, MANOVRA DI BILANCIO INIQUA CHE ALIMENTA DISEGUAGLIANZE

Il 2022 si conclude con l’approvazione di una manovra di bilancio iniqua e ingiusta. Abbiamo assistito a giorni in cui la maggioranza parlamentare e il Governo si sono incartati su misure affatto urgenti e rispondenti ai bisogni delle persone. Volevano il tetto all’uso del POS, lo scudo penale per i reati tributari. Hanno attaccato il sistema SPID e il sistema delle ricette mediche digitali. Quelle che – anche in Regione Lazio – hanno semplificato la vita di milioni di cittadine e cittadini garantendo un sistema sanitario più veloce e moderno e sulle quali Alessio D’Amato, Assessore alla sanità e candidato del centro-sinistra per la presidenza della Regione Lazio, ha da subito annunciato che in Regione non si sarebbe tornati indietro.

Lavoro e salari? Non pervenuti. Eppure l’ISTAT lo conferma: in Italia il divario fra ricchi e poveri si allarga sempre più e i salari, in 13 anni, sono diminuiti del 10%. 1 italiano su 4 non arriva a 10mila euro l’anno. Per non parlare della disparità salariale di genere. Così ha riportato un articolo su La Stampa.

È una manovra che si accanisce contro chi è più in difficoltà e alimenta le diseguaglianze nel nostro Paese: abroga gradualmente il reddito di cittadinanza senza sopperire con l’introduzione di un salario minimo a fronte di 5.6 milioni di persone in condizione di povertà. Una manovra che taglia i fondi anche sulla sanità pubblica: salta anche il piano oncologico nazionale per il 2023 e il 2024, con oltre 3,5 milioni le persone con diagnosi di cancro costretti a scontare sulla loro salute l’inadeguatezza politica. Allenta le misure di prevenzione sul contagio da Covid-19 con il reintegro dei medici no vax. 

Una manovra che sottolinea tutte le contraddizioni di questi primi mesi di governo e maggioranza, con al suo interno misure identitarie che – in aggiunta al Decreto Rave – non risolvono i problemi del Paese ma, anzi, li aumentano.

Noi non ci stiamo. Questa maggioranza di governo troverà nel Partito Democratico un’opposizione inflessibile e che li inchioderà alle loro responsabilità.

Ascolta l’intervento dell’Onorevole Claudio Mancini alla Camera