Dopo l’esplosione di Colleferro, ad Anagni non si può fare finta di niente

Ho presentato una mozione per chiedere alla Regione Lazio di sospendere immediatamente l’iter autorizzativo per il nuovo impianto di produzione di nitrogelatina della KNDS Ammo Italy ad Anagni e di riaprire una valutazione indipendente sui rischi connessi al progetto.
Parliamo della riconversione di uno stabilimento oggi destinato ad attività di demilitarizzazione in un sito capace di produrre, a regime, circa 150 kg di nitrogelatina ogni ora, una sostanza impiegata nella produzione di propellenti per munizionamento. Il progetto rientra nel programma europeo ASAP e nel progetto internazionale “RALLO”, che complessivamente beneficia di oltre 41 milioni di euro di finanziamenti pubblici europei, circa 24,5 milioni dei quali destinati a KNDS Ammo Italy.
Ma dal momento in cui è stato avviato l’iter autorizzativo è accaduto un fatto che non può essere ignorato: il 13 agosto 2026, nello stabilimento della stessa società a Colleferro, si è verificata una violenta esplosione con incendio. Un episodio per il quale la Procura di Velletri ha aperto un fascicolo per disastro colposo e che segue il precedente del 2007, quando nello stesso stabilimento un’esplosione provocò un morto e tredici feriti.
Anagni dista appena 15 chilometri da Colleferro. Il sito individuato è inoltre vicino a un’area boschiva e si trova a soli 350 metri dalla stazione di servizio “La Macchia” sull’A1, dove sono presenti carburanti e serbatoi di benzina, gasolio e GPL.
C’è poi un altro elemento che considero particolarmente grave: dalla documentazione ISPRA richiamata nella mozione risulta che l’ultimo controllo documentato ai sensi della normativa Seveso risalirebbe al 2022 per Colleferro e addirittura al 2021 per Anagni. Allo stesso tempo, la documentazione presentata dalla società ipotizza una mappa isodanno circoscritta a soli 35 metri in caso di incidente.
Alla luce di quanto accaduto a Colleferro, credo che andare avanti come se nulla fosse sarebbe irresponsabile.
Per questo chiediamo di fermare il rilascio dell’autorizzazione, riaprire l’istruttoria tecnica con una nuova valutazione indipendente del rischio e disporre verifiche straordinarie da parte di ARPA Lazio e del Comitato regionale dei Vigili del Fuoco. Quando sono in gioco la sicurezza e l’incolumità delle persone, nessuna esigenza produttiva può venire prima della precauzione.
Ne parlano su


