La ricerca che nasce sotto casa e parla al Mondo

Ci sono storie che mi rendono particolarmente orgogliosa, perché dimostrano come il talento, l’impegno e la ricerca possano nascere nel nostro territorio e avere un impatto internazionale.
È il caso di Filippo Ruffini, ingegnere e ricercatore di Valmontone, tra i primi firmatari di un importante studio scientifico pubblicato sulla prestigiosa rivista npj Digital Medicine del gruppo Nature.
Insieme ai ricercatori dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e, oggi, anche dell’Università di Umeå in Svezia, Filippo ha contribuito allo sviluppo di un innovativo modello di Intelligenza Artificiale capace di integrare TAC, esami diagnostici e dati clinici per supportare i medici nella previsione della prognosi e nell’individuazione del percorso terapeutico più appropriato per i pazienti affetti da carcinoma polmonare.
Ciò che rende questa ricerca ancora più significativa è la sua capacità di funzionare anche quando alcuni dati clinici non sono disponibili. Un risultato che risponde concretamente alle difficoltà della pratica ospedaliera quotidiana e contribuisce a garantire che nessun paziente venga penalizzato dalla mancanza di un esame, promuovendo un approccio più equo e inclusivo alla cura.
Credo profondamente nel valore della ricerca scientifica e dell’innovazione come strumenti capaci di migliorare la qualità della vita delle persone. Sapere che un nostro concittadino è protagonista di un progetto di tale rilevanza è motivo di grande soddisfazione e rappresenta un orgoglio per tutta la nostra comunità.
A Filippo Ruffini rivolgo le mie più sincere congratulazioni e il mio ringraziamento per il lavoro che, insieme al suo gruppo di ricerca, porta avanti con competenza, passione e dedizione. Sono orgogliosa che Valmontone possa essere rappresentata da giovani professionisti che, attraverso la conoscenza e l’innovazione, contribuiscono a costruire un futuro migliore per tutti.


