Roma, studenti aggrediti dopo la protesta: antifascismo e memoria non si cancellano con un blitz

Quanto accaduto a Roma è gravissimo.
Una protesta pacifica di studentesse e studenti della Consulta Provinciale degli Studenti di Roma si è trasformata in un episodio di tensione e violenza che non può essere minimizzato. Al centro della vicenda c’è la cancellazione della Commissione Antifascismo e Memoria Storica, che secondo gli studenti sarebbe avvenuta senza un passaggio democratico nell’assemblea plenaria della Consulta. ANSA ha riportato che gli studenti hanno occupato simbolicamente la seduta, denunciando “gravi forzature” e mostrando cartelli come “La Plenaria è sovrana” e “Vi fa così paura la democrazia?”.
Parliamoci chiaro: cancellare una commissione dedicata ad antifascismo e memoria storica senza un voto della plenaria non è una questione burocratica. È un colpo di mano politico.
Le Consulte Provinciali degli Studenti sono organismi istituzionali di rappresentanza studentesca. Il Ministero dell’Istruzione spiega che ogni Consulta è composta da due studenti per ogni istituto superiore della provincia, eletti direttamente dai loro compagni, e che la Consulta riunita in plenaria elegge il presidente e si divide in commissioni tematiche. Proprio per questo, se la plenaria viene aggirata, non si sta solo modificando un regolamento: si sta svuotando il principio stesso della rappresentanza studentesca.
Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, la seduta è degenerata in una rissa con pugni, calci e sedie, dopo la protesta contro la cancellazione della commissione Antifascismo e Memoria Storica, rinominata “Democrazia e Memoria Storica” da Azione Studentesca. Anche ANSA riferisce la denuncia dei manifestanti, secondo cui alcuni studenti di Azione Studentesca avrebbero aggredito fisicamente i partecipanti all’occupazione e lanciato sedie.
Uso volutamente il condizionale sulle responsabilità individuali, perché spetta agli organi competenti accertare i fatti. Ma politicamente una cosa è già chiara: la violenza è l’argomento di chi non ha argomenti.
Voglio esprimere tutta la mia solidarietà alle studentesse e agli studenti aggrediti. Non siete soli. Difendere la memoria storica, l’antifascismo e le regole democratiche dentro un organismo studentesco non è una provocazione: è esercizio pieno di cittadinanza.
A chi pensa di poter cancellare la memoria storica a colpi di forzature regolamentari o di intimidazioni rispondo che la cultura democratica non si lascia zittire.
Ora serve un intervento immediato. Bisogna ripristinare la legalità interna alla Consulta, assicurare il passaggio in assemblea plenaria e garantire agli studenti il diritto di discutere, esprimersi e votare.
La memoria e l’antifascismo non si cancellano con un blitz. E la democrazia non può valere solo quando fa comodo.
Leggi l’articolo su


