Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro: il Lazio torni a investire sulla vita

Oggi, 28 aprile, celebriamo la Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro. È una ricorrenza che non può e non deve ridursi a un semplice esercizio di retorica, specialmente in una regione come la nostra, dove i numeri continuano a raccontare una realtà drammatica: nel Lazio gli infortuni sono in costante aumento.

La sicurezza non è un costo, ma un investimento nella dignità umana. Non possiamo accettare che la tutela di chi lavora sia affidata alla “fatalità” o, peggio, alla sola sensibilità dei singoli imprenditori. La sicurezza è un diritto costituzionale e una responsabilità collettiva che le istituzioni devono guidare con fermezza.

Per questo ho chiesto con forza che la Regione Lazio torni a investire risorse concrete e strutturali. Non servono solo proclami, servono azioni:

  • Più controlli: dobbiamo rafforzare le ispezioni nei cantieri e in ogni luogo di lavoro. Le norme esistono, ma senza una vigilanza capillare restano lettera morta.
  • Tracciabilità degli appalti: è fondamentale monitorare ogni passaggio della filiera per impedire che il profitto venga ricercato a discapito della sicurezza dei lavoratori.
  • Lotta al dumping e allo sfruttamento: dobbiamo dire basta a quei fenomeni che comprimono diritti e sicurezza per abbassare i costi, alimentando una competizione sleale che danneggia il mercato e, purtroppo, mette a rischio la vita delle persone.

Il mio impegno in Consiglio regionale continuerà a essere rivolto a garantire che ogni lavoratore e ogni lavoratrice possano tornare a casa sani e salvi. La politica ha il dovere di rimettere al centro la salute e la vita, perché un lavoro senza sicurezza non è vero lavoro: è barbarie.