25 Aprile, scritte contro i partigiani a Roma: “Atto infame”. Appello per inserire l’antifascismo nello Statuto regionale

Alla vigilia della Festa della Liberazione, nuove scritte offensive contro i partigiani comparse a Roma riaccendono l’allarme su un clima che non può più essere ignorato.

Si tratta di un gesto grave, che non rappresenta soltanto un insulto alla memoria storica, ma un vero e proprio atto antidemocratico, da condannare con fermezza e senza ambiguità. Colpire simbolicamente i partigiani significa mettere in discussione i valori fondanti della nostra Repubblica e della convivenza civile.

Questo episodio non può essere archiviato come un fatto isolato. Al contrario, deve diventare uno stimolo per rafforzare, ogni giorno, l’impegno collettivo nella difesa della memoria e dei principi antifascisti. Il 25 aprile non è solo una ricorrenza: è un patrimonio vivo che deve essere custodito e praticato quotidianamente, nelle istituzioni come nella società.

Per questo si rinnova con forza l’appello alla Giunta regionale guidata da Francesco Rocca e a tutte le forze politiche democratiche: è necessario dare un segnale concreto e immediato.

Al centro della richiesta, la calendarizzazione urgente in Consiglio regionale della proposta di legge – ferma dal 2023 – per inserire i valori dell’antifascismo e della Resistenza nello Statuto della Regione Lazio.

Un provvedimento considerato fondamentale per rafforzare, anche sul piano normativo, i principi su cui si fonda la Repubblica italiana. Inserire questi valori nello Statuto regionale significa non solo ribadire una posizione chiara, ma anche costruire un argine solido contro ogni forma di odio, revisionismo e rigurgito neofascista.

La risposta a episodi come questo deve essere ferma, unitaria e concreta. Difendere la memoria significa difendere la democrazia. E oggi, più che mai, non è più tempo di rinvii.