Buoni non autosufficienza 2026 nel Lazio: ho presentato un’interrogazione, così si penalizzano le famiglie più fragili

Nel Lazio ho presentato un’interrogazione a risposta immediata per accendere i riflettori su una criticità che riguarda da vicino tante famiglie: quella dei buoni servizio “efamily” destinati alle persone non autosufficienti.

Parliamo di una misura importante, attiva dal 2021, che negli anni ha rappresentato un sostegno concreto per l’assistenza domiciliare, i centri diurni e i servizi socioassistenziali. Il nuovo avviso pubblico per il 2026 introduce anche elementi positivi: l’aumento delle risorse fino a 25 milioni di euro e il superamento del “click day”, sostituito da una graduatoria basata sull’ISEE.

Ma non posso non evidenziare una criticità grave che rischia di compromettere tutto.

Nella nuova modalità prevista, le famiglie dovranno anticipare per intero i costi dell’assistenza per tutto il 2026 e potranno chiedere il rimborso solo tra gennaio e febbraio 2027, in un’unica soluzione. Questo significa, nei fatti, mettere fuori gioco proprio chi ha più bisogno.

Come ho sottolineato nella mia interrogazione, molte famiglie – soprattutto quelle con redditi più bassi – non potranno permettersi di sostenere queste spese in anticipo e saranno inevitabilmente costrette a rinunciare al contributo.

È una contraddizione evidente: da un lato si costruisce una graduatoria basata sull’ISEE, quindi sul bisogno reale; dall’altro si introduce un meccanismo che favorisce solo chi ha liquidità immediata.

Per questo ho chiesto alla Regione di intervenire con urgenza e correggere l’avviso, ripristinando una modalità di rendicontazione e liquidazione mensile, come avveniva in passato. È una questione di equità e di accesso reale alle misure di sostegno.

I tempi sono stretti: dal 15 aprile sarà possibile presentare le domande. Serve una risposta rapida per evitare che una misura fondamentale si trasformi in un’occasione mancata.

Continuerò a seguire questa vicenda con attenzione, perché il rischio è chiaro: trasformare un aiuto pensato per i più fragili in un beneficio accessibile solo a pochi. E questo non possiamo permettercelo.

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