Infermieri pronti, ma ignorati: il paradosso della Regione Lazio

Non bastava indignarsi.
Per questo ho presentato un’interrogazione urgente in Consiglio regionale.
Nel Lazio mancano infermieri. Ma non è vero che non ci sono. Ce ne sono circa 4.000, idonei, selezionati attraverso un concorso pubblico, pronti a entrare immediatamente in servizio. Eppure sono ancora lì, fermi, in attesa.
Nel frattempo, il Presidente della Regione Francesco Rocca programma missioni all’estero, in particolare in Cile, per reclutare nuovo personale sanitario.
Questa non è programmazione. È una contraddizione che non può essere ignorata.
Con la mia interrogazione ho posto una domanda semplice, concreta, immediata: perché non si procede prima allo scorrimento della graduatoria esistente? Perché si lasciano inutilizzate competenze già formate, già valutate e già sostenute con risorse pubbliche? Perché si continua a mettere sotto pressione il sistema sanitario quando esistono soluzioni disponibili da subito?
Non è una posizione ideologica. È buonsenso.
Prima si assumono gli idonei. Prima si dà una risposta a chi aspetta da tempo. Prima si rafforza davvero la sanità pubblica del Lazio. Solo dopo si può eventualmente guardare ad altre soluzioni.
Fino a quando questo non accadrà, continuerò a chiedere risposte. E a pretendere rispetto per chi è pronto a lavorare e per tutte le cittadine e i cittadini che hanno diritto a un servizio sanitario efficiente e all’altezza dei loro bisogni.


