Villa Adriana e Villa d’Este non sono un palco: abbiamo depositato un’interrogazione sulla nomina di Samonà

Quando si parla di Villa Adriana e Villa d’Este non si parla solo di Tivoli. Si parla dell’Italia, della sua credibilità culturale nel mondo, della responsabilità che abbiamo nel custodire un patrimonio che appartiene all’umanità.

Per questo, insieme a Marta Bonafoni, abbiamo depositato un’interrogazione in Consiglio regionale del Lazio per chiedere chiarimenti al Ministero della Cultura sulla nomina di Alberto Samonà a direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este e per sapere quali iniziative la Regione Lazio intenda intraprendere per tutelare questi due siti UNESCO di straordinaria rilevanza.

Crediamo in un principio semplice: chi si prende cura della cultura deve essere portatore dei valori su cui si fonda la nostra Costituzione. L’antifascismo non è una bandierina di parte, è la base della nostra democrazia. E la direzione di luoghi simbolici come questi non può essere trattata come una pratica amministrativa qualsiasi, né affrontata con superficialità o opacità.

La denuncia del Partito Democratico di Tivoli, che ringrazio per aver acceso un faro su questa vicenda, pone un tema serio: la credibilità di chi viene chiamato a rappresentare e gestire un patrimonio culturale pubblico. Su una scelta così, non esiste il “tirare dritto”: servono spiegazioni, responsabilità e trasparenza.

Adesso ci aspettiamo che il Presidente Rocca risponda e che la Regione Lazio si faccia parte attiva nel chiedere al Ministero chiarimenti e garanzie. Perché la cultura non è neutra: è identità, memoria, valori. E i valori democratici non sono negoziabili.