Scritte fasciste al liceo Righi: la scuola non si intimidisce

Esprimo la più ferma condanna per le scritte di matrice fascista comparse presso il liceo Righi.

Quanto avvenuto è un episodio di estrema gravità e del tutto inaccettabile: non è solo vandalismo. È un gesto che usa simboli e messaggi inneggianti al fascismo per colpire un luogo che dovrebbe essere, per definizione, lo spazio più protetto della crescita civile: la scuola.

Deturpare spazi comuni significa colpire una comunità. Compromettere il regolare svolgimento delle lezioni significa danneggiare il diritto allo studio. Provare a intimidire significa attaccare direttamente la libertà di studenti, insegnanti e personale scolastico.

La scuola non può diventare terreno di provocazioni e propaganda. La scuola è il luogo in cui si costruiscono coscienza critica, rispetto, convivenza. Ed è proprio per questo che episodi del genere vanno trattati per quello che sono: un attacco ai valori democratici.

È indispensabile che si faccia piena luce sull’accaduto e che vengano individuate al più presto le responsabilità. Non per “fare clamore”, ma per tutelare un principio semplice: in una comunità democratica, l’apologia del fascismo non è tollerabile.

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