Psicologi scolastici, il mio sì in Consiglio regionale: senza risorse vere la legge rischia di restare simbolica

Ieri in Consiglio regionale abbiamo votato la legge della maggioranza sugli psicologi scolastici. L’ho fatto con senso di responsabilità, pur in presenza della bocciatura di tutti i nostri emendamenti, avvenuta senza una reale motivazione.

Nel video che ho diffuso spiego perché questo voto, e lo faccio partendo da una sola parola: Paolo.

Paolo era un ragazzo di Santi Cosma e Damiano, uno studente del Lazio. Paolo si è suicidato. Non era invisibile. Era dentro un sistema che avrebbe dovuto intercettare il suo disagio prima che diventasse definitivo.

Per questo sostengo questa legge. Ma non bastano soluzioni simboliche. Senza formazione specifica e risorse reali, l’introduzione dello psicologo scolastico non proteggerà nessuno.

Il disagio non è solo ansia. È trauma, violenza, fragilità profonde. Un intervento superficiale può fare più danni del silenzio.

Per questo chiedo che venga portata in Aula anche la proposta di legge sullo psicologo di base, presentata dalla collega Sara Battisti. La prevenzione non può fermarsi alla scuola.

Ogni vita persa non è una fatalità.
È una responsabilità politica.
Ed è una responsabilità che non possiamo permetterci di ignorare.