Con le lavoratrici e i lavoratori di IperCoop Colleferro e Superconti Valmontone

Sono stata al presidio delle lavoratrici e dei lavoratori di IperCoop Colleferro e Superconti Valmontone. Ho guardato quelle persone negli occhi, ho stretto mani, e ho detto una cosa semplice: in Regione Lazio non li sto lasciando soli. Con me c’era Marco Gabrielli, assessore al Commercio del Comune di Colleferro. Dall’opposizione sto usando tutti gli strumenti per difendere il loro lavoro e il loro futuro.

In quegli sguardi ho visto anni di turni, sacrifici, dignità. Ho visto paura per un salario che rischia di saltare, mutui da pagare, figli a cui spiegare perché il domani è diventato fragile. Questa incertezza non è un evento naturale: è il risultato di scelte. E quando le scelte mettono a rischio il lavoro, la politica ha il dovere di intervenire subito e bene.

Per questo ho formalizzato la richiesta di un tavolo di crisi in Regione con azienda e organizzazioni sindacali. Non un incontro di facciata: un negoziato vero con impegni verificabili e tempi stretti.

Cosa chiedo in modo netto:

  • Sospensione immediata di licenziamenti e procedure unilaterali.
  • Clausole di salvaguardia occupazionale in caso di cessioni, affitti di ramo o riorganizzazioni.
  • Utilizzo prioritario degli ammortizzatori sociali (CIG, contratti di solidarietà) per evitare gli esuberi.
  • Piano industriale trasparente, con dati su volumi, investimenti e prospettive dei punti vendita.
  • Coinvolgimento dei Comuni di Colleferro e Valmontone e dei servizi per l’impiego per percorsi di ricollocazione, se necessari.
  • Monitoraggio periodico dell’attuazione degli impegni in Commissione regionale competente.

Il lavoro non è una concessione: è dignità, sicurezza, futuro. Vedere chi tiene in piedi quei negozi da venti o trent’anni costretto a vivere nell’incertezza, sotto Natale, è inaccettabile. La Regione deve fare la sua parte con serietà; l’azienda deve assumersi responsabilità chiare; i sindacati devono avere tutti i dati per trattare alla pari. Io ci sono, e non mi fermerò finché non avremo tutele scritte, risorse e tempi di attuazione.

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