Fine anno, incertezza totale sul buono eFamily: le famiglie del Lazio meritano risposte

Siamo alla fine dell’anno.
E ancora troppe famiglie del Lazio – mamme, papà, figlie e figli che ogni giorno si prendono cura, senza sosta, dei propri cari non autosufficienti – non sanno se nel 2026 potranno contare sul buono eFamily, uno strumento fondamentale per sostenere chi vive situazioni di fragilità.
Parliamoci chiaro: quando la fragilità è quotidiana, non si può aspettare mesi. Non si possono subire silenzi.
La cura non va in pausa. Le responsabilità non si sospendono.
Eppure, la Regione Lazio guidata dal Presidente Francesco Rocca non ha ancora pubblicato il nuovo bando. L’assenza di informazioni significa una sola cosa: ansia, incertezza, la paura concreta di non farcela per migliaia di famiglie che già oggi affrontano carichi enormi.
Famiglie che resistono, mentre le istituzioni tacciono
Da mesi ricevo messaggi, telefonate, segnalazioni.
Racconti di famiglie che resistono, che non mollano, che fanno sacrifici enormi pur di garantire dignità e assistenza ai propri cari.
E io non posso – non posso e non voglio – restare in silenzio.
Già a settembre ho interrogato la Giunta regionale, chiedendo chiarezza sulle risorse e garanzie concrete per il 2026.
Siamo arrivati a dicembre e tutto è ancora fermo.
Fermi gli atti amministrativi, ferme le decisioni politiche.
Ma le famiglie no: loro vanno avanti, chiedendo con dignità e forza ciò che è semplicemente giusto.
La Regione batta un colpo: servono risposte, ora
Oggi lo dico con tutta la determinazione possibile:
la Regione deve dare un segnale immediato.
Servono risposte chiare, tempi certi, comunicazioni trasparenti.
Perché non stiamo parlando di un bonus facoltativo.
Stiamo parlando di un aiuto essenziale per chi vive la non autosufficienza sulla propria pelle, ogni giorno, spesso in solitudine.
Nessuna famiglia deve essere lasciata sola
Continueremo a lottare, ogni giorno, perché nessuna famiglia del Lazio venga abbandonata.
Perché chi cura merita cura.
Perché la dignità non si rimanda.
E perché una Regione davvero vicina alle persone non aspetta: agisce.


