E’ tempo di agire, non di rimandare

Il futuro del Lazio non può più aspettare
Presidente, colleghe e colleghi, ho preso la parola in aula su un Documento di Economia e Finanza Regionale che, invece di indicare una rotta chiara, rinvia le scelte più urgenti. Lo fa nel momento peggiore: con un contesto internazionale segnato da guerre, instabilità, dazi, crisi economica e rischi concreti per l’export e i posti di lavoro nel nostro territorio.
Solo negli USA rischiamo di perdere fino a 600 milioni di export e 10.000 posti di lavoro. E qui dentro si prende atto, si rimanda, si tace.
I numeri del bilancio regionale parlano chiaro:
* Solo 700 milioni all’anno disponibili per sociale, ambiente, cultura, sviluppo.
* Dal 2027, altri 300 milioni in meno.
* Tagli su tutto: sanità, giovani, lavoro, agricoltura, innovazione.
È una desertificazione programmata, non una visione.
Il PNRR è fermo:
* Solo 17 case di comunità su 130 completate.
* Zero ospedali di comunità su 35.
* Progetti antisismici: nessuno realizzato.
Noi non ci limitiamo a criticare. Avanziamo proposte concrete:
1. Sanità pubblica: basta gettonisti, servono assunzioni, riforme e dignità per i professionisti.
2. Welfare: più sostegno alla non autosufficienza e inclusione sociale.
3. Sicurezza sul lavoro: più controlli, formazione e campagne permanenti.
4. Parità salariale e natalità: basta tagli, serve un piano serio per le donne e le famiglie.
5. Formazione e IA: serve una strategia per non lasciare nessuno indietro nella transizione digitale.
Il Lazio non può sopravvivere con la politica del rinvio. Serve una guida coraggiosa. Serve programmazione. Serve un confronto vero. Perché questa Regione ha bisogno di giustizia sociale, visione e responsabilità.
Noi ci siamo. Con la schiena dritta.
Per chi lotta ogni giorno. Per un Lazio che non lasci indietro nessuno.
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