LA SCUOLA RIPARTE TRA I RINCARI, LA REGIONE LAZIO A SOSTEGNO DI FAMIGLIE E STUDENTI

La ripartenza dell’anno scolastico è stata segnata dalla crisi energetica che sta colpendo in pieno famiglie, artigiani, imprese, liberi professionisti. La scuola per noi resta centrale in quanto rappresenta l’unico ascensore sociale per cambiare il proprio futuro e il più potente strumento di welfare per la lotta alle diseguaglianze.

Come Regione Lazio, quindi, abbiamo messo da subito in campo misure concrete:

  • Fondo da 20 milioni di euro per il rimborso spese dei libri scolastici, che si aggiunge ai fondi già destinati ai Comuni in tal senso: di fronte a rincari stimati in una media di 1000 euro in più a famiglia su tutto il materiale didattico prevediamo un contributo – destinato alle famiglie con ISEE fino a 30 mila euro – pari fino a 150 euro per la Scuola secondaria I grado e 200 euro per la Scuola secondaria II grado.
  • Un Piano da 195 milioni di euro per il diritto allo studio, varato poche settimane fa proprio in vista del nuovo anno scolastico. Un programma di investimenti che, tra le altre cose, stanzia 6 milioni per le scuole secondarie di primo e secondo grado per progetti che riguardano la formazione ed eventi culturali.
    • 2 milioni all’orientamento e alla formazione per chi frequenta gli istituti professionali;
    • 1,7 milioni per il rilancio degli I.T.S.
    • 110 milioni per le borse di studio per gli studenti universitari meritevoli
    • 20 milioni per le residenze universitarie
    • 1,2 milioni per il servizio mense
    • contributi integrativi per la partecipazione a programmi di mobilità internazionale, premi di Laurea, aule studio e servizi per studenti con disabilità.

Il Governo, grazie al Ministro Andrea Orlando, è intervenuto sulla mobilità con il bonus trasporti, pari a 60 euro per l’acquisto di abbonamenti ai mezzi pubblici locali, regionali e interregionali e rivolto a studenti, oltre che lavoratori, con Isee inferiore a 35mila euro.

Misure concrete per garantire un pieno esercizio del diritto allo studio di tutte e tutti, assumendoci la responsabilità – come istituzioni – di dare risposte ai problemi e non limitarci a raccontarli e cavalcarli.

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